giovedì, 02 luglio 2009

... detto che una mia amica  chiede aiuto e io non non sia presente? Pur nel caos tutto mio degli ultimi giorni, eccomi qua a chiedere a mia volta il vostro aiuto...  sono sicura che  voi non mi abbandonerete, vero? Io l'animaletto in questione proprio non lo conosco, ma Sofia  - che è un'animalista convinta - dice che è in estinzione. Ed io mi fido di lei. Che fate? Mi aiutate? Basta un solo voto ciascuno, un voto per ciascuna mail che avete ...

L'animaletto è questo della foto... e vi posto la mail che mi è stata inviata,  decidete voi :

immsof

 

Per favore aiutami a diffondere questa iniziativa poichè la sfida è pare tra questo woylies e la pecora!!! Ti pare che le pecore siano a rischio estinzione? Eppure sta per vincere la pecora!!
Diffondi questa iniziativa tra i tuoi amici.
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Per favore votate la foto del woylie - piccolo marsupiale australiano in via di estinzione (vedi link). Una mia amica che vive in Australia, sta partecipando ad un concorso fotografico e in caso di buon piazzamento il premio in denaro andrebbe alla ricerca per la protezione dei woylies.
 
Per favore votate e fate girare....abbiamo bisogno di voti.Avete tempo fino al 10 luglio!!!
 
Grazie mille a tutti!
 
 
Per votare andate al link e inserite il vostro indirizzo mail.
 
 QUI per votare
 

 QUI per visionare la galleria completa

Un grazie di cuore, in anticipo, a chi lo farà

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domenica, 28 giugno 2009

Ti auguro di vivere
senza lasciarti comprare dal denaro.
Ti auguro di vivere
senza marca, senza etichetta,
senza distinzione,
senza altro nome
che quello di uomo.
Ti auguro di vivere
senza rendere nessuno tua vittima.
Ti auguro di vivere
senza sospettare o condannare
nemmeno a fior di labbra.
Ti auguro di vivere in un mondo
dove ognuno abbia il diritto
di diventare tuo fratello
e farsi tuo prossimo.

.

 Jean Debruynne

hh

 

Ringrazio Raffaele Mangano per questa poesia.

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martedì, 23 giugno 2009

                      .... potrebbe essere la metafora dell'esistenza umana?

How many roads must a man walk down,

before you can call him a man?

B. Dylan

 

Già, quante strade deve percorrere un uomo prima che possa chiamarsi uomo? Forse sta in questa domanda il senso stesso del “viaggio”. Perché percorrere strade significa spostarsi, conoscere altra gente , confrontarsi e, quindi, crescere.

Naturalmente c’è anche il viaggio  verso se stessi, che andrebbe menzionato, ma ne abbiamo parlato qualche post fa. Parliamo adesso, allora, proprio del viaggio  inteso come partenza, come spostamento.

Siamo quasi a Luglio e tra pochi giorni qualcuno di voi partirà per le vacanze estive, qualcun è già partito, qualcuno è partito in agosto. Qualcuno, come me, resterà a lavorare. L’argomento mi sembra, quindi, pertinente.

Io sogno di viaggiare ma mi muovo poco. Per una serie di motivi che non sto a elencare  ma che include la poca disponibilità economica. Quindi io faccio spesso dei viaggi lontanissimi, ma solo mentali.

Ma perché è più interessante ciò che è lontano? Perché non è sufficiente conoscere il proprio mondo? Forse perché quel che abbiamo quotidianamente sotto agli occhi  non stimola la nostra curiosità? Oppure è il fascino stesso dello “scoprire”  altri mondi che solletica il nostro immaginario  se è vero, come dice Baumann, che l’essere umano, dopo quelli della carne, mette immediatamente il piacere della scoperta, del viaggio, del muoversi, del confronto con gli altri.

È un retaggio antico, secondo me, di quando l’uomo era nomade e si spostava di continuo per garantirsi la sopravvivenza.

Ora l’essere umano è stanziale e la vacanza,  comunemente intesa come una pausa dal lavoro, in realtà è occasione, magari inconscia, di mettersi alla prova, di misurarsi con l’ignoto. Ovviamente in questo panorama non ci sono quelli che fanno le ferie sempre nello stesso posto con le stesse persone. Niente da obiettare, per carità,  ma il viaggio  cui faccio riferimento io è un altro. Penso, inevitabilmente, al Piccolo Principe di Saint-Exupérie che “deve” lasciare la sua stella e la sua rosa perché lo spirito che lo anima è, appunto, la sete di conoscenza.

Ma esiste un altro tipo di “viaggiatore”, secondo me. Forse il più consapevole tra i viaggiatori  ed è quello che decide di cominciare il proprio viaggio guardandosi attorno, alla scoperta di quello che lo circonda  per poi “utilizzare” questa conoscenza, questa metodologia di conoscenza, quando si sposterà in ambienti diversi dagli abituali e  si confronterà con persone diverse.

.

.

E tu, che tipo di viaggiatore sei?

Ti va di partecipare a una “conversazione” sul viaggio che si vorrebbe fare ma che ancora non si è fatto?

 

 

Tutte le immagini di questo post  (le altre le trovate QUI) sono state scattate in Uzbekistan da   Mauro (Semedimela), che ringrazio infinatamente  per  avermi permesso, grazie alle sue foto, un bel viaggio  sognato ad occhi aperti.

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categoria:società, atmosfere, guasto
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domenica, 21 giugno 2009

                                                        ...il tuo medico è anche il tuo migliore amico

.

Venerdì mattina nello studio del medico di base di Perla.

Perla: Dottore sono sul disperato andante

Medico: E perché mai?

P: L’ascesso. Non si è sgonfiato. Ho la faccia come un pallone da rugby e mi vergogno ad andare in giro. Inoltre sono alla seconda scatola di antibiotici e il mio stomaco comincia a star male.

M: Beh ora ti segno una panoramica e vai a farla e dopo la porti al dentista che ti dirà se incidere o cosa fare. Poi ti segno una gastroscopia così vediamo cosa ha questo tuo stomaco delicato.

P: Ancora medici?????? Devo andare da altri medici??? Basta,  mi stanno venendo a nausea! Non li sopporto più!

M: E allora che ci fai qui, stamattina?

P: (pensando… ho toppato, bisogna rimediare) Ehmmm…  ma qui è diverso! Io dicevo gli “altri”: in cinque mesi  sono stata sotto le mani del chirurgo, dell’endocrinologo, dell’ortopedico, del fisiatra, della ginecologa, del dentista e ognuno mi ha dato montagne di medicine e  fatto fare  montagne di esami, e poi ecografie, tac … mo basta!!!

M: Ok, allora non ti segno niente. Ti tieni il tuo mal di stomaco e il tuo mal di denti. Ma non venire qua lunedì a  dirmi che stai male, eh!

P: Dottò è che so’ inc.. ehmm sono arrabbiata assai: tre volte mi sono sfumate le  ferie.

M: La finisci? Che è questo vittimismo mo?

P: Ma non è vittimismo! È che sono  stan …..

M: (interrompendo ed alzando il tono di voce) Pensi di avere l’esclusiva dei problemi? Ecco, toglitelo dalla testa, non sei così speciale.

P: Ma sto male moralmente, l’amore mi va da schifo, non mi capiscono  al lavoro, gli amici, i familiari, sto male  fisicamente ed in più  ho perso viaggio, ferie,  soldi…

M: Ed io che devo dire? Si sposa mio fratello a Palermo; mi preparo, cerco e  pago un sostituto per lo studio e la mattina della partenza una lombosciatalgia mi inchioda a letto, con buona pace di soldi, matrimonio e viaggio.

P: (ringalluzzita) Mi dispiace,  davvero. Ma allora mi puoi capire…

M: Non ti capisco manco per niente! Smettila di lamentarti, prenditi queste ricette  e portami i risultati. E rimboccati le maniche che i piagnucolosi fanno una brutta fine.

P:

P: (frustrata) Ma lo posso almeno  dire che questo è il  mio anno horribilis?

M: Tu non sei disperata! Sei un caso disperato.

P:

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giovedì, 18 giugno 2009

Immagine 199

"Salvami, salvami, grande sovrano,
fammi fuggire, fuggire di qua,
alla parata lei mi stava vicino,
e mi guardava con malignità"
"Dategli, dategli un animale,
figlio del lampo, degno di un re,
presto, più presto perché possa scappare,
dategli la bestia più veloce che c'è

"corri cavallo, corri ti prego
fino a Samarcanda io ti guiderò,
non ti fermare, vola ti prego
corri come il vento che mi salverò
oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh, cavallo, oh oh

Fiumi poi campi, poi l'alba era viola,
bianche le torri che infine toccò,
ma c'era tra la folla quella nera signora
stanco di fuggire la sua testa chinò:
"Eri fra la gente nella capitale,
so che mi guardavi con malignità,
son scappato in mezzo ai grillie alle cicale,
son scappato via ma ti ritrovo qua!"

"Sbagli, t'inganni, ti sbagli soldato
io non ti guardavo con malignità,
era solamente uno sguardo stupito,
cosa ci facevi l'altro ieri là?
T'aspettavo qui per oggi a Samarcanda
eri lontanissimo due giorni fa,
ho temuto che per ascoltar la banda
non facessi in tempo ad arrivare qua.

Non è poi così lontana Samarcanda,
corri cavallo, corri di là...
ho cantato insieme a te tutta la notte
corri come il vento che ci arriverà
oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh cavallo oh oh

Samarcanda - R. Vecchioni

Questo post è il mio bentornato a un Amico che mi è mancato molto. Si è fatto un giretto in Uzbekistan, dalle parti della mitica Samarcanda. Tra poco arriveranno le sue foto 

S-----S-----S-----S-----S-----S-----S-----S-----S-----S-----S-----S-----S

 ECCOMI QUA!!!! Kokand - Uzbekistan

Fresco fresco dall'Uzbekistan... purtroppo non sono stato a Samarcanda ma ho potuto visitare Tashkent e dintorni.
Le foto sono di un'altra città a 250 km  a sud-est da Tashkent (la capitale) verso il Kirgikistan... Kokand.
Che dire... a parte la stanchezza del viaggio (6 ore di volo da Istanbul e 5 di macchina), il luogo è incantevole. Una valle pianeggiante chiusa tra catene di montagne altissime e innevate. La gente è bellissima, un misto di cinese-indiano-arabo... alti, slanciati, carnagione scuretta, occhi a mandorla... molto accoglienti, nonostante i continui posti di blocco per le strade principali per la paura di infiltrazioni  estremiste.
Da vedere sicuramente è il palazzo dei vari re dello stato del Kokan alle mie spalle, oggi museo storico (un po' ridotto male però)... il paesaggio incantevole e poco altro ancora. Diciamo che se non fosse stato per il lavoro che ci ha portato fino a lì, farsi 5 ore di strada di cui molti in montagna, a 40° all'ombra,... ecco diciamo che è un posto per... intenditori. I numerosissimi turisti che arrivano in Uzbekistan si spostano verso la famosissima Samarcanda.

Nella foto sotto la signora che ci guida nel museo ci fa vedere la mappa della Via della Seta, la stessa che percorse Marco Polo qualche anno fa... e certamente non in aereo... ma di che mi lamento!!!

La Via della Seta

Ciaoooooooooo
Semedimela (Mauro)

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categoria:guasto
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mercoledì, 17 giugno 2009

Come uno strano
e interiorizzato alternarsi di stagioni
si succedono i periodi
in cui non posso
e in cui riesco a scrivere.

Dai primi esco sanguinante e assetata,
dai secondi raramente appagata.

Maja Razboršek

 

 M. C. Escher  - Eye

Il mio personale e tormentato viaggio verso l’interiorità  è un percorso, un cammino che costa sudore e fatica come quando ci si inoltra in una miniera alla ricerca del metallo prezioso, l’oro: non lo si può trovare se non si è disposti a inoltrarsi nel buio della caverna, se non si accetta di rotolarsi in eventuali pozzanghere di melma, di sporcarsi le mani scavando nella terra, forse anche di ferirsi in mezzo alle pietre. La scoperta dell’oro è spesso frutto di una lunga ricerca, che non offre subito i suoi frutti e chiede di saper aspettare, chiede di sopportare la fatica, di superare la delusione di un risultato che sembra non arrivare.

Che forse, per me,  non arriverà mai, considerato lo stato delle cose.

Perché cerco oro e trovo solo fango.

Perché ogni parola che pronuncio, ogni passo che faccio alla ricerca dell’oro, non so perché, ma si imbratta irrimediabilmente  di fanghiglia putrida e fetida.

Forse questo è il mio destino, non so. Non lo voglio sapere.

Io mi fermo, sosto  e mi rotolo nelle pozzanghere, ma poi riprendo il cammino. Alla ricerca dell'oro, eldorado  tanto desiderato quanto irragiungibile e forse immaginario.

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